Insegna al tuo cucciolo a non fare i bisogni in casa

Il cucciolo arriva a casa nostra a circa 2 mesi. Non è ancora in grado di controllare bene gli stimoli a urinare e defecare (la fa quando e dove capita, ma in breve tempo il suo istinto gli dice di non sporcare dove mangia, beve o dorme).

 

Il momento in cui il cucciolo acquisisce il pieno controllo sfinterico è molto variabile, può andare dai 4-5 mesi fino all’anno di età. Se ci pensiamo, i cuccioli umani ci mettono anni per imparare a non farla nel pannolino, quindi il minimo che possiamo fare è accettare che un cucciolo ci metta qualche mese.

 

La cosa migliore da fare, fin da subito, è portarlo spessissimo fuori casa, meglio se nello stesso luogo, che deve essere sicuro e senza troppi stimoli (altrimenti farà come i bambini, che quando sono troppo intenti a giocare si dimenticano che devono fare pipì e poi… se la fanno addosso!).

 

Ad un cucciolo di 2 mesi, la pipì scappa molto frequentemente, circa ogni ora e mezza/due, e in particolare:

  • Appena sveglio
  • Subito dopo aver mangiato/bevuto
  • Appena smette di giocare
  • Quando prova emozioni molto forti, sia positive che negative

Approfittiamone per portarlo fuori, nel posto sicuro e tranquillo, proprio in corrispondenza di questi momenti. Impariamo anche ad osservarlo, perché il cucciolo dà segnali: un po’ di irrequietezza, oppure cerca un posto e comincia a girare su se stesso… (attenzione, se è già stato sgridato cerca di non farsi vedere!) … se lo osserviamo con attenzione (ma senza sembrare inquisitori!), impareremo presto a capire qual è il momento giusto per portarlo fuori.

  • Lo dobbiamo lodare? Sì, ma con voce calma, senza mettere troppa enfasi.
  • Lo dobbiamo premiare col cibo? Meglio di no, perché due ragioni: la prima, è che è inutile; la seconda, è che è meglio non creare una aspettativa rispetto a un’esigenza fisiologica.
  • Una volta fatti i bisogni, dobbiamo rientrare subito in casa? No, meglio aspettare qualche altro minuto.
  • Se pronunciamo la parola “pipì” mentre il cucciolo la sta facendo, imparerà a farla “a comando”? Probabilmente sì, per un meccanismo di associazione legato al condizionamento classico. Ma ci sono altre variabili da considerare, che sarebbe troppo complesso affrontare qui.

Cosa fare se tutto questo non funziona? Ad esempio, se il nostro cucciolo aspetta di tornare a casa per «farla», anche se è stato fuori delle ore?

 

Nella maggior parte dei casi, questo succede a cuccioli ancora timorosi o preoccupati dall’ambiente esterno (troppi odori, o altri animali, o persone sconosciute…), oppure a cuccioli molto eccitabili che vengono facilmente coinvolti dagli stimoli esterni e si “dimenticano” di fare pipì (esattamente come un bambino al luna park). In questi casi, è bene scegliere accuratamente il luogo in cui farlo sporcare, che deve essere appartato e tranquillo. E dobbiamo stare attenti a non mettere troppa ansia sul fatto che la deve fare per forza nel giro di qualche minuto. Ci vogliono calma e pazienza.

 

E se capita che la faccia comunque in casa?

Armiamoci di pazienza! È un momento delicato e importante! Troviamogli qualcosa da fare altrove e andiamo a pulire: eviteremo che scambi lo straccio per un gioco e non metteremo tensione sul fatto che abbia sporcato in casa. Se trasmettiamo nervosismo o tensione peggioriamo le cose.

  • Dobbiamo usare la traversina? No! sarebbe come insegnargli che si deve sporcare dentro casa, e poi pretendere che a un certo punto non lo faccia più.
  • Il naso nella pipì? no!!!
  • Il giornale arrotolato? no!!!
  • Sgridarlo con un «NO» secco o alzando la voce? no!!!

Sgridare per un’esigenza fisiologica è insensato: lo mortificheremmo (a nessuno verrebbe mai in mente di sgridare o picchiare un bambino di due anni che la fa nel pannolino, perché pensiamo che invece sia normale sgridare un cucciolo?).

 

Quelli che hai letto sono consigli di massima. Se ci troviamo in difficoltà, rivolgiamoci all’educatore cinofilo: è inutile e dannoso perseverare in qualcosa che ci crea problemi e che rischia di compromettere la buona relazione col nostro cucciolo. L’educatore (purché qualificato) saprà analizzare la situazione (ogni caso è a sé) e darci i giusti consigli.

 

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